Il .NET Framework 2.0 su cui si basa Visual Studio 2005 è ormai più che maturo per consentire di sviluppare applicazioni professionali di qualità, sicure e scalabili. Non che la precedente versione 1.1 non lo fosse, ma la sensazione al passaggio dall'ambiente di sviluppo 2003 al 2005, e conseguentemente dal framework 1.1 al 2.0, è quella di avere finalmente a che fare con un ambiente potente e ben integrato, che coniuga bene le caratteristiche avanzate degli ambienti classici dei linguaggi C++ e Java con la semplicità di quelli RAD nati con Visual Basic.
Perché tutta questa premessa? Per dire che, sostanzialmente, la scelta del linguaggio da adottare si limita ad una preferenza puramente personale. Dal punto di vista del compilatore, un'applicazione Visual Basic.NET è identica ad una C#.NET perché entrambe saranno tradotte e compilate per "girare" sulle stesse librerie del framework. In sostanza, la scelta del linguaggio dovrebbe essere dettata soprattutto dall'esperienza e confidenza personale verso un dialetto piuttosto di un'altro.
Diversamente dalla prima versione del framework (all'epoca C# sembrava una scelta obbligatoria perché la documentazione sugli altri linguaggi era davvero povera) oggi VB, C# e C++ - spesso anche J# - sono ampiamente documentati.
Non resta, quindi, che decidere se seguire la massa ed adottare C# (la comunità degli sviluppatori a livello mondiale è ormai numericamente paragonabile a quella dei linguaggi più noti) oppure continuare ad utilizzare il proprio linguaggio "storico".